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El aforismo en España, apenas ayer

José Ramón González

Pensar por lo breve

Aforística española de entresiglos (1980-2012)

Ediciones Trea, Gijón, 2013, 344 pp.

ISBN: 978-84-9704-711-1

La limitada visibilidad del aforismo, condenado a circular por cauces de distribución minoritaria, ha impedido percibir con claridad la importancia que el género ha ido adquiriendo en España a lo largo de los últimos treinta años. Poco a poco, pero sin pausa, el número de libros de aforismos, publicados por lo general en pequeñas editoriales ?y en tiradas aún más pequeñas?, ha venido creciendo desde principios de los años ochenta, hasta conformar en la actualidad un extenso corpus alejado del gran público y escasamente estudiado. De ahí que un libro como éste, en el que se ofrece un detallado panorama del aforismo español de entresiglos y una amplia selección de textos de autores de diferentes promociones, pueda entenderse como el resultado de una tarea que se planteaba ya como urgente. El autor describe con detalle el alcance del fenómeno en el campo literario español, reflexiona sobre el aforismo como género de discurso y ofrece una amplia muestra de las variantes que el género ha adoptado en España desde 1980. El resultado es un amplio mosaico de textos que, sin duda, sorprenderán al lector por su riqueza y profundidad.

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José Ramón González (México D. F., 1959), es profesor de Literatura de la Universidad de Valladolid desde 1990. Pensar por lo breve se nos ofrece como un estudio y una antología de la aforística española de entresiglos (1980-2012). Entre sus obras está El cuento español en el siglo XX (2002) y la recuperación de obras y escritores del exlio español.

De los seleccionados aquí desdetacan, entre otros, Carlos Castilla del Pino, Sánchez Ferlosio, Eugenio Trías, Rafael Argullol, Andrés Trapiello, Carlos Marzal o Andrés Neuman. Y, con sobrado motivo, tanto Carlos Edmundo de Ory -¡qué tan divertida inteligencia la del ‘postismo’- como mi muy recordado buen amigo Rafael Pérez Estrada (Málaga, 1934-2000).

No dudéis que su lectura es un placer. Lo serán también las que aún habrán de publicarse, más cercanas al mañana que al hoy.

Tampoco dudéis nunca, sentencio, que pensar por lo breve es una de las formas más libres de pensar.

J.C.G.

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Libros y vida, y vida de los libros

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El Derecho del reves/ El revés del Derecho. Humor serio. La ´exhuberancia irracional’ del boom legislativo

Antonello & Marco Martinez

Quando il diritto va a rovescio. Riflessioni semiserie sull’involontaria comicità della legge

Sperling & Kupfer, Milano, 2013, 213 pp.

ISBN: 978-8820053765

Siamo la patria di Cicerone e del diritto romano, forse il prodotto che abbiamo esportato con più successo nel mondo. Sarà per tenere alta la bandiera che ci ostiniamo a fare leggi su leggi? In Italia se ne contano almeno 200.000, uno sproposito in confronto alle 7.000 francesi e alle 3.000 inglesi. E purtroppo, a forza di emanare, la situazione si è talmente ingarbugliata che neppure gli addetti ai lavori sanno come applicare le norme senza cadere nel ridicolo. Così può succedere che un giudice consideri una pacca sul sedere a una dipendente come «mera esortazione ad una maggiore operatività» o un sindaco ordini ai suoi concittadini di non morire (a onor del vero, non ha ancora preso provvedimenti contro i trasgressori). Quanto a esiti assurdi siamo comunque in buona compagnia: in Florida, per esempio, è vietato fare sesso con i porcospini mentre in Thailandia è obbligatorio indossare le mutande (e verrebbe da chiedersi se i controlli siano a campione o a tappeto). Gli avvocati Marco e Antonello Martinez si lanciano in una dotta e divertente disquisizione sugli imprevedibili risvolti del diritto, raccontando con amara ironia gli strafalcioni dei tribunali, i fraintendimenti del legalese, gli eccessi di zelo interpretativo, l’insondabile soggettività delle sentenze. Infine spiegano quali sono i reati più trendy e convenienti perché, in questa giungla di codicilli, a un povero criminale che voglia documentarsi sulle norme esistenti non resta il tempo per trasgredirle.

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Quando il diritto va a rovescio” di Antonello e Marco Martinez (2013)

“Quando il diritto va a rovescio” è un libro di rapida lettura e divertente, senza ambizioni scientifiche, scritto da due avvocati, Antonello e Marco Martinez, che affianca a una “tipica” raccolta di frasi, aneddoti, episodi e documenti particolari correlati al mondo della giustizia, alcune riflessioni sullo stato generale dell’ambiente legale italiano corredate, in alcuni punti, di utili statistiche e tabelle.

Vengono predilette, nel volume, situazioni comiche o surreali senza trascurare, però, alcuni aspetti importanti di politica legislativa quali la proliferazione ormai fuori controllo delle leggi, le difficoltà di interpretazione delle stesse, le possibilità di elusione delle norme più importanti.

Lo scritto ha due anime: in alcune sezioni gli autori rielaborano o riferiscono e commentano notizie di cronaca (spesso già a conoscenza del non giurista, dal momento che hanno destato grande scalpore nell’opinione pubblica. Si pensi ad alcune sentenze della Corte di Cassazione in tema di relazioni interpersonali o di diritto di famiglia) e dati che illustrano il quadro politico italiano, mentre in altre sezioni vengono riportati episodi “spot” o frasi opportunamente scelte per far sorridere (spesso con un fondo amaro) il lettore.

Il libro si apre con un Capitolo dedicato all’idiozia di molte leggi italiane, spaziando dall’ambito fiscale a quello della protezione dei dati e della privacy. E in questa parte ce n’è per tutti i gusti: dalle scadenze fiscali quasi quotidiane alle decine di tasse e accise che ci portiamo dietro da oltre cent’anni, dal complesso e problematico rapporto dei cittadini con la parte peggiore della burocrazia e della Pubblica Amministrazione sino alla promulgazione di leggi assurde nella loro ratio o di impossibile interpretazione/comprensione per il cittadino comune.

La narrazione procede poi con l’analisi del panorama legislativo internazionale, selezionando una rassegna di provvedimenti per certi versi incredibili, individuati Paese per Paese e brevemente commentati. Anche in questo caso gli Autori hanno prediletto norme assurde o inconcepibili per un legislatore rigoroso.

Si passa all’analisi dell’ambiente della magistratura, riportando nelle pagine alcuni giudicati sorprendenti e idonei a suscitare stupore, dibattito o polemiche, soprattutto in tema di diritto di famiglia e di lesione al decoro, alla reputazione o all’onore.

Non mancano, ovviamente, gli avvocati, il loro mondo e tutto ciò che vi ruota attorno: il rapporto con il cliente, linee difensive particolari o a dir poco originali, frasi celebri riprese da atti, da verbali o dall’esperienza quotidiana.

Una parte dello scritto è dedicata al cliente e al suo complesso rapporto con il legale, descritto attraverso dialoghi e lettere ai confini della realtà, e alle Forze dell’Ordine, analizzate muovendo da verbali o da surreali episodi di cronaca.

La parte conclusiva è dedicata ai criminali, soprattutto a rocamboleschi tentativi di reato che dimostrano non tanto la furbizia quanto la stupidità dell’agente, e a un’analisi dei reati più comuni anche con riferimento alla possibilità di successo e alle migliori strategie per evitare di incorrere, appunto, in comportamenti stupidi.

Il motto “Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meno dormono la notte”, attribuito a Otto von Bismarck, apre il libro, e già indica l’approccio che sarà tenuto dagli Autori: cercheranno di illustrare, recuperandoli da fonti certe e più o meno verificate, episodi che possano essere utili per testimoniare questo difficoltoso rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto.

La più originale è l’ultima parte, dove per ogni reato che abbia come fine un guadagno (esclusi, quindi, quelli passionali o violenti) si valuta il cosiddetto “rischio d’impresa”, il rapporto costi/benefici e la strategia migliore per portarlo a compimento.

Il libretto, dicevo, è di agile lettura. Le parti più divertenti sono quelle che riportano accadimenti reali o riferimenti concreti all’assurdità di alcune situazioni anche tramite la parziale anonimizzazione di veri atti giudiziari.

http://www.domenicale.org/?p=1130

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Quando il diritto va a rovescio

8 March, 2013 Redazione di luce Servizi esclusivi

I casi limite che quotidianamente vengono a galla nei Palazzi di giustizia di tutta Italia danno un segno di quelle che possono essere le storture nell’amministrazione del diritto. Un tema al quale dedicano la loro attenzione gli avvocati oristanesi Antonello e Marco Martinez nel libro “Quando il diritto va al rovescio – Riflessioni semiserie sull’involontaria comicità della legge”, in uscita per la casa editrice Sperling & Kupfer (Pagg. 216 – Euro 15,00).

“I due avvocati ci fanno avventurare nella giungla delle norme e dei tribunali italiani”, si legge in una nota della casa editrice. “ Un libro così impietoso da far morir dal ridere. Se non ci fosse da piangere”.

Un’anticipazione di questi contenuti era venuta lo scorso anno, quando i Martinez su questi argomenti avevano tenuto una lezione all’Università di Aristan, promossa dal fratello Filippo.

Gli autori

Antonello Martinez è fondatore dello Studio Martinez & Novebaci con sede principale a Milano, ed è consigliere giuridico parlamentare e presidente dell’Associazione italiana degli avvocati d’impresa.

Marco Martinez, del Foro di Oristano, porta avanti la tradizione forense di famiglia, arrivata ormai alla quinta generazione.

Il contenuto del libro

“La legge non ammette ignoranza, ma un esame di coscienza sarebbe utile”, si legge nella scheda di presentazione della Sperling e Kupfer . “Come si fa a orientarsi tra 694 scadenze fiscali e 200.000 norme (contro le 7.000 francesi e le 3.000 inglesi)? Alcune sono ridicole, come il divieto di morire a Falciano, con buona pace dei centenari; o la sentenza che assolve chi lapida l’inquilino moroso”.

“Quanto a esiti assurdi siamo comunque in buona compagnia: in California, per esempio, è vietato fare sesso con i porcospini mentre in Thailandia è obbligatorio indossare le mutande (e verrebbe da chiedersi se i controlli sono a campione o a tappeto)”.

“Fra ironia e sberleffo, con retrogusto molto amaro, due serissimi avvocati passano in rassegna le assurdità del diritto perché, tra legalese, codicilli e verdetti beffa, se gli italiani non rispettano le leggi, qualche ragione ce l’hanno”.

http://corrieredellaluce.com/antonello-marco-martine/

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He recibido en cordial obsequio un ejemplar de esta divertida obra. La viajó desde Italia una de mis alumnas, Susana B.F. Creo que ni ella ni yo hemos incurrido en ‘cohecho pasivo impropio’ (de momento, al menos). Sí es claro para mi que tan agradables sorpresas como éstas merecen toda mi gratitud. Trato de instruir a mis alumnos en el interés hacia los libros y las librerías de aquellos lugares a los que les lleva el ocio y la curisidad; creo que no es un complemento prescindible entre los universitarios. Del resto, aparte las menudas gotas de humor con que los autores rocían las páginas del libro, está de fondo -como cuestión grave y seria- el asunto de la exabundantia normativa, que con trazas más que preocupantes coloniza nuestro presente jurídico. También la ´exhuberancia irracional’ de ese boom legislativo.

Gracias, Susana B.F.

J.C.G.

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Sobre el modelo textual de la Codificación. Conferencia del Prof. Carlos Petit. Università de Macerata

Prof. Dr. Carlos Petit Calvo

Catedrático de de Historia del Derecho de la Universidad de Huelva (España)

Il codice-testo. Questioni di storia della codificazione

Università de Macerata, Piaggia dell’Università 2, Aula Magna

29 April 2013, 5:00 pm

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Cervantismo y psicoanálisis. Guerra y Trauma.

Jean-Max Gaudillière

Françoise Davoine

A bon entendeur, salut !

Face à la perversion, le retour de Don Quichotte

Editions Stock (coll. L’autre pensée), Paris, 2013, 386 pp.

ISBN: 9782234069534

Le premier Don Quichotte avait pour charge de soigner les traumas de guerre et d’esclavage de son père, Miguel de Cervantès.

En écrivant Don Quichotte, pour combattre la mélancolie (Stock, Paris, 2008, 445 pp. ISBN: 9782234061682)*, et en adoptant pour titre de son livre une expression de Cervantès lui-même, Françoise Davoine livrait une telle lecture du deuxième bestseller mondial après la bible, et l’adressait aussi aux analystes comme un manuel de psychanalyse.

La relation de parole entre l’écuyer Sancho Pança et son maître incluait une analyse très fine du transfert dans l’exploration des traumas.

Quelque dix ans plus tard, à la veille de sa propre mort, Cervantès repart à l’attaque, cette fois-ci confronté à la perversion. Le prétexte lui en était donné par le plagiat anonyme qui dépossédait Don Quichotte et son auteur de la gloire européenne, et même mondiale, des aventures de l’ingénieux hidalgo.

Françoise Davoine et Jean-Max Gaudillière emboîtent le pas à ce nouveau voyage extraordinaire où la perversion s’étale au grand jour, organisatrice d’un lien social, voire d’un mode de gouvernement. Cervantès va montrer comment la folie s’y confronte : là encore, le champ d’action et d’amour défini à l’attention des lecteurs est déployé dans toute la spécificité de cette recherche.

Sa fiabilité repose essentiellement sur la force de la parole donnée, qui doit traverser les petits et les gros mensonges, la séduction et le secret, les abus et les crimes, pour authentifier ce que la folie montre, faute d’une altérité suffisamment fiable pour recevoir ce témoignage.

Françoise Davoine et Jean-Max Gaudillière ont pris le parti de suivre ce nouvel et dernier périple du héros de Cervantès : en effet, ce dernier a décidé de le faire mourir à la fin de la fiction, pour éviter à son héros de nouvelles contrefaçons éditoriales.

Entretemps, il nous enseigne l’efficacité de sa démarche, toute folle qu’elle apparaît. Les «bons entendeurs» que sont les psychanalystes sauront reconnaître l’expérience acquise au contact des traumas de guerre, et recevoir aussi quelques histoires cliniques qui illustrent la démarche quichottesque, soutenue finalement par un seul principe : trauma, folie, même combat.

La perversion, qui s’entend ici de tout lien social, massif ou limité à l’espace singulier, réduisant le sujet à l’état d’un objet, constitue la véritable cible du roman, comme aussi de ce deuxième livre consacré aux combats victorieux du héros cervantin.

À bon entendeur, salut !

Jean-Max Gaudillière est docteur en sociologie et agrégé en lettres classiques. Ils a travaillé aussi bien en hôpital psychiatrique que dans le privé. Il dirige avec Françoise Davoine un séminaire à l’EHESS à Paris et collabore avec plusieurs unités de soin aux États-Unis..

Françoise Davoine, Agrégée de lettres classiques, maître de conférences à l’EHESS, est écrivain et psychanalyste. Elle a notamment publié La Folie Wittgenstein (EPEL, 1991), Mère folle (Arcanes, Eres, 1998) et, avec Jean-Max Gaudillière, Histoire et Trauma (Stock, 2006), et Don Quichotte, pour combattre la mélancolie (Stock, 2008).

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* Recensiones deChristine Loisel-Buet (octobre 2009) enhttp://www.oedipelesalon.com/pdf_doc/C_Loisel-Buet.pdf, ySéverine Mathelin « Françoise Davoine, Don Quichotte pour combattre la mélancolie », en Essaim 23,2 (2009), pp. 163-166 en http://www.cairn.info/revue-essaim-2009-2-page-163.htm

Françoise Davoine

Don Quichotte, pour combattre la mélancolieEditions Stock (coll. L’autre pensée), Paris, 2008, 445 pp.

ISBN: 9782234061682

Deuxième best-seller après la Bible, Don Quichotte doit certainement son succès international, dès sa parution, à son pouvoir de guérir la mélancolie. Telle est la thèse audacieuse et argumentée de Françoise Davoine. Cervantès a chargé Don Quichotte, «son vieux fils fou», de mettre en scène les épreuves qu’il a traversées de son vivant et leur résolution. Le livre décrit comment les crises successives du chevalier errant sont une façon de faire revivre les guerres auxquelles a participé Cervantès, dont la bataille de Lépante ou son esclavage au bagne d’Alger. Ainsi, les crises de folie montrent ce qui ne peut se dire dans les silences des familles, autour de traumatismes majeurs. En même temps, Cervantès indique avec génie le moyen d’en sortir. Le livre suit donc les différents épisodes du Don Quichotte, ouvrant progressivement le champ des batailles, tel l’épisode des troupeaux de moutons, où l’on voit se profiler une guerre internationale, sur les mêmes fronts qu’aujourd’hui au Moyen-Orient. Nous accompagnons Don Quichotte dans la tourmente, jusqu’à trouver réunies autour de lui plus de trente personnes qui, grâce à son travail d’analyste, ont pu renouer des liens et réinventer un monde fiable. En réalité Don Quichotte nous apprend comment faire avec l’un des fléaux de notre temps, la dépression suicidaire à laquelle il s’adresse nommément. C’est également un manuel de la vita beata, la vie heureuse.

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«Les styles judiciaires», Journée d’études. CENTRE DE THÉORIE ET ANALYSE DU DROIT (CTAD)/ Université Paris Ouest Nanterre, École Normale Supérieure & CNRS

Les styles judiciaires. Une analyse comparée

Judicial styles. A comparative analysis

Vendredi 26 avril 2013, ENS, rue d’Ulm, 75005 Paris, salle Weil

9h30 Introduction. Jean-Louis Halpérin, Professeur à l’École Normale Supérieure (CTAD)

Les styles judiciaires : des traditions nationales ?

10h Mitchel Lasser, Professeur à l’Université de Cornell

Les styles judiciaires. Une analyse comparée réaliste

Depuis presque une centaine d’années, les comparatistes américains ont tenté d’apporter un regard réaliste sur le style judiciaire français. Quels sont les mérites et les défauts d’une telle approche ? Et comment les développements européens changent-ils les enjeux de cette analyse ?

11h Christoph Schönberger, Professeur à l’Université de Constance

Remarques comparatives sur le style des décisions de la Cour de Justice de l’UE

La communication analyse le style des décisions de la Cour de Justice de l’Union Européenne. Elle décrit les mutations de ce style depuis les origines de la construction européenne. Dans une perspective comparatiste, l’analyse se concentre sur les particularités des décisions de justice « supranationales » et du rapport de filiation des décisions de la Cour de Luxembourg avec le style des juridictions francaises.

Pause déjeuner (possibilité de déjeuner sur place. Ticket cantine Ulm : 9€).

14h Klaus Hoffmann-Holland, Professeur à l’Université libre de Berlin

Fortiter in re, suaviter in modo ? (Dis)Passion and Judicial Reasoning in Germany


Judicial reasoning, especially in criminal law, deals with emotionally charged issues. But dispassion is not only deeply rooted in legal education. The German constitution (Grundgesetz) as well as the European Convention on Human Rights demand objectivity, and section 267 of the German Code of Criminal Procedure requires completeness, clarity and transparency. This is the framework in which emotions are regulated and articulated. So a dividing line must be drawn between, on the one hand, judicial styles, and, on the other, literary or journalistic styles.

14h45 Raphaëlle Nollez-Goldbach, Chargée de recherche au CNRS (CTAD)

Style judiciaire et justice internationale : le cas de la Cour pénale internationale

Dans le cadre d’une étude comparative, il s’agit de mettre en perspective les décisions de la Cour de cassation française avec celles de la Cour pénale internationale. L’idée est de questionner la forme et le style des décisions mais aussi, par ce biais, la production de l’autorité attachée aux décisions, ainsi que l’influence de la culture juridique française.

15h30 Conclusion. Pierre Brunet, Professeur à l’Université Paris Ouest Nanterre (CTAD)

Salle Weil

École Normale Supérieure

45 rue d’Ulm,

75005 Paris

M° Place Monge ou Censier-Daubenton (Ligne 7)

RER B, Station Luxembourg

Source: http://ctad.u-paris10.fr/cdr-theorie-droit/colloque-les-styles-judiciaires-une-analyse-comparee-judicial-styles-a-comparative-analysis-458693.kjsp?RH=1315951179612

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Interesantísima jornada de trabajo e intercambio de perspectivas ésta dedicada al análisis comparativo entre diversos modelos de estilo judicial, y absolutamente recomendable la organización en nuestras instituciones docentes o bien desde el gabinete de estudios del Consejo General del Poder Judicial de un evento semejante. Aguardo con impaciencia la publicación de las ponencias.

Entre tanto, es muy posible que llame la atención a quienes visiten este blog el que los organizadores hayan elegido el tríptico de la Batalla de San Romano, de Paolo Ucello, para ilustrar la convocatoria y presentación de las sesiones. Creo que no tanto a mis alumnos de Filosofía del Derecho en la Facultad de Derecho de la Universidad de Málaga, que ahora podrán observar de qué manera resultó oportuno acudir a esa misma representación, y otras imágenes de cuadros de Ucello, también  para reflexionar sobre la ‘gesta judicial’ y la adscripción de roles en el teatro de la Justicia.

J.C.G.

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Dworkin en América Latina. Facultad de Derecho. Universidad de Buenos Aires

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Inca Garcilaso de la Vega en la Casa de la Literatura Peruana. Conferencias, 18 y 26 de abril

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El Derecho, un ejercicio de comprensión

Lenio Luiz Streck

Compreender o Direito

Desvelando as obviedades do discurso jurídico

Editora Revista dos Tribunais, São Paulo, 2013, 208 pp.

ISBN: 978-85-203-4719-5

SINOPSE

A obra foi elaborada em contraposição ao pensamento jurídico dogmatizado dominante, isto é, como enfrentamento ao senso comum teórico dos juristas. Assim, trata de diversos temas, que envolvem desde os problemas atinentes à Teoria do Direito, problematizando questões sobre a dogmática brasileira, até uma abordagem dos principais acontecimentos da atualidade que repercutiram diretamente no âmbito jurídico. O livro é uma fragmentação no interior de unidade transdisciplinar, construída a partir daquilo que venho chamando de CHD – Crítica Hermenêutica do Direito.

Lenio Luiz Streck é Doutor e Pós-Doutor em Direito; Professor Titular da UNISINOS- Rio do Sul e Universidad Estácio de Sá-Rio de Janeiro, Procurador de Justiça-Rio do Sul, Membro Catedrático da ABDCONST – Academia Brasileira de Direito Constitucional; Professor Visitante das Universidades de Coimbra, Lisboa e Valeriana (Bogotá); Presidiente de Honra do Instituto de Hermêneutica Jurídica. Professor Emérito da EMERJ.

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Felicitaciones sinceras a mi querido y admirado amigo Prof, Streck. LA suya es una extraordinaria labor formativa y divulgativa que merece seguimiento y emulación. Trabajos como éste son importante semillero de futuros (auténticos) juristas con disposición interpretativa desinhibida y fina capacidad de análisis.

Y ahora me pregunto, ¿existe algo parecido tanto en el designio como en el resultado?. Sinceramente, no.

J.C.G.

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DERECHO Y LITERATURA. Suplemento “Jurídica” del diario El Peruano (Lima)

‘Jurídica. Suplemento de análisis legal’, Año 8, núm. 453, del diario El Peruano (Lima). «Derecho y Literatura, Reflexiones en el día del Idioma y las Letras«.

Colaboraciones de los profesores Dr. Lorenzo Zolezzi Ibárcena (Formación de los Abogados debe incluir análisis de grandes obras literarias. La literatura al quehacer del Derecho) y Dr. Carlos Ramos Núñez (Narrativa sobre Magistrados. Casos notables y alegatos. La Justicia y los jueces en la Literatura).

Disponible en:

http://www.elperuano.pe/Edicion/suplementosflipping/juridica/453/index.html